.
Annunci online

frassineto
Frassineto è online!


Diario


19 settembre 2005

Caselle di posta elettronica @frassineto.it !

Per utilizzare la vostra nuova casella di posta elettronica su frassineto.it (solo per pochi eletti!) ci sono due modalità: webmail e da programma di posta elettonica.

Webmail
E' sufficiente cliccare sul link nella colonna a destra oppure memorizzatevi l'indirizzo http://webmaildomini.aruba.it : inserite come login il vostro indirizzo email completo e sotto la vostra password.

Programma di posta elettronica (Outlook Express, Eudora, ecc.)
dovete impostare i parametri dell'account come segue:
login name: tuonome/frassineto.it
pop3 server (posta in arrivo): pop3.frassineto.it
smtp server (posta in uscita): smtp.aruba.it
indirizzo email completo: tuonome@frassineto.it

dovrebbe funzionare tutto, se c'è qualcosa scrivetemi pure e controlliamo insieme.




permalink | inviato da il 19/9/2005 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 giugno 2005

FATTA!

Finalmente, tutto l'arretrato adesso è pubblicato qui.
Spero d'ora in poi di riuscire a tenerlo aggiornato regolarmente!

Stefano




permalink | inviato da il 4/6/2005 alle 4:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 giugno 2005

tutela antiche lapidi cimiteri - altri commenti

Allego altri commenti all'iniziativa dell'Osservatorio per la Tutela e la Valorizzazione della Valdichiana a proposito della salvaguardia delle antiche lapidi nei cimiteri del Comune e di tutta la Provincia di Arezzo

Cordiali saluti

Santino Gallorini

------------------

Caro Santino,

Ti ringrazio della comunicazione che mi hai mandato.

Mi congratulo per questa Tua iniziativa che dà voce a tanti che ancora nutrono sentimenti di pietas e di rispetto per la memoria dei nostri antecessori.

Molti cari saluti.

Paolo Bucciarelli Ducci

----------------------

Caro Gallorini
condivido appieno.
sembrerebbe una questione secondaria
ed invece quelle lapidi sono un documento storico straordinario, che permette di ritrovare le tracce degli avi e delle radici,con sorpresa ed ammirazione, con rispetto e con curiosità. Un bene culturale ed una lezione di umanità.
Come al solito i burocrati che abbiamo messo con i nostri soldi nelle soprintendenze e che hanno il privilegio di uno dei mestieri più belli da esercitare , non sembrano essersi nemmeno accorti che esiste il problema.
D'altronde osservo che gli ampliamenti dei cimiteri avvengono quasi sempre nel totale disprezzo delle forma architettoniche dell'impianto originario.
Ed anche questo,specie nei piccoli paesi ,è problema che andrebbe segnalato.
Oreste Rutigliano
Segretario Generale Comitato Nazionale per il Paesaggio
Cari saluti e complimenti per il tuo lavoro.




permalink | inviato da il 4/6/2005 alle 3:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 giugno 2005

restaurata l'antica pieve di monticello presso vitiano

L’antica Pieve di San Pietro presso Vitiano
Quando la televisione può contribuire alla salvezza di antiche testimonianze architettoniche
 

A Vitiano, ultima frazione del comune di Arezzo verso Castiglion Fiorentino, esiste un fabbricato pieno di storia e di fascino. Si tratta dell’antica pieve di San Pietro a Potentoro, poi a Monticello. Una chiesa di origini paleocristiane, sorta intorno al V-VI secolo d.C. lungo la via Cassia Vetus, nei pressi di una vasta villa-fattoria di età romana, costruita su preesistente struttura etrusca in un’area frequentata fin dalla preistoria.
Fra il XII ed il XIII secolo l’edificio plebano fu interessato da un’importante ristrutturazione in stile romanico, di cui sopravvivono ancora oggi copiose testimonianze architettoniche.
Nel XIII e nel XIV secolo la Pieve di San Pietro ebbe una notevole importanza, testimoniata anche dalla presenza dei suoi pievani alla redazione di importanti trattati di pace riguardanti Arezzo e Castiglion Aretino (oggi Fiorentino) e le fazioni guelfa e ghibellina di Arezzo.
Nel XV secolo iniziò la decadenza, testimoniata dalla perdita della cura di anime, passata alla chiesa di San Martino a Vitiano, e dal suo affidamento a pievani “commendatari” appartenenti ad importanti famiglie, spesso fiorentine. Questi personaggi, che riscuotevano le laute rendite dei terreni appartenenti alla pieve, si guardavano bene dall’eseguire lavori di restauro o manutenzione. Anche le Visite pastorali dei Vescovi di Arezzo ci dimostrano questo scarso interesse e nel 1583 il Visitatore Apostolico ordinò all’affittuario dei terreni di non versare l’affitto al pievano finché questo non avesse eseguito i lavori di restauro ordinatigli dal medesimo Visitatore.
Nel 1638 la Pieve di Monticello venne soppressa e nel corso del XVIII secolo fu venduta a privati che la trasformarono in casa colonica, ricavandoci due abitazioni per contadini. Verso gli anni ’80 del secolo passato gli ultimi contadini se ne andarono ed il fabbricato iniziò una rapida decadenza che lo stava portando al crollo totale.
Nel 1997 vi fu fatto un sopralluogo da parte di mons. Angelo Tafi e del dott. Pierluigi Rossi, durante la registrazione di una puntata di Terra di Arezzo (programma di Teletruria). Si trattò di una delle più belle e affascinanti registrazioni, sia per i luoghi che per le affettuose parole dedicate da Tafi al vetusto edificio. In quell’occasione fu pronosticata una prossima fine dell’antico fabbricato se non vi fossero stati interventi di restauro.
Per fortuna, quella trasmissione contribuì  al salvataggio dell’antica Pieve. Infatti, nel medesimo periodo, i fratelli Paolo, Enrico e Mariella Caselli, impegnati con altri soci in un ristorante di Castiglion Fiorentino, erano alla ricerca di un idoneo stabile per aprire una nuova attività sempre legata alla ristorazione. Conoscevano già l’edificio della ex pieve di S. Pietro, ma la conoscenza della sua importante storia li convinse a trattarne l’acquisto.
Seguirono alcuni anni di intensi lavori di restauro, ripristino e trasformazione del povero rudere; lavori sempre seguiti con amorevole attenzione dai nuovi proprietari che con rara sensibilità sono riusciti a salvare tutte le antiche testimonianze sopravvissute alle tante peripezie ed ai lunghi periodi di abbandono. Finalmente, lo scorso 21 maggio, di fronte ad autorità, personaggi della cultura e della politica ed a centinaia di persone, si è tenuta l’inaugurazione del ristrutturato edificio, trasformato nel Ristorante-Pizzeria dal significativo nome di ANTICA PIEVE e come insegna lo stemma del suo ultimo pievano, Pietro Bocci fiorentino (1610-1638).
Per chi, come me, provava autentica sofferenza nel vedere pian piano scomparire una delle più insigni testimonianze della storia civile e religiosa del nostro territorio, è stata un’immensa gioia poter apprezzare il magnifico restauro. Le antiche pietre romaniche ripulite e consolidate, le monofore riaperte, le iscrizioni  ripulite e ben visibili, le epigrafi romane scoperte sotto l’intonaco lasciate bene in vista; e poi i capitelli, i plinti ed altri elementi architettonici valorizzati nel paramento murario, fra un arco, una grande bozza con segni incisi, un basamento di altare medioevale. Adesso l’antico portale, decorato da fini modanature a bastoncino, è ben visibile e comprensibile all’osservatore, così come i grandi mattoni romani della vicina villa, riutilizzati nel paramento medioevale.
Tutt’intorno verde e silenzio. Ci sono ancora gli antichi gelsi, tipici delle nostre pievi toscane, vicini all’antico pozzo con parapetto in travertino d’età romana. Il panorama è stupendo, dal vicino Monticello – il cui castello diede nel medioevo il nuovo nome alla Pieve – fino al lontano Amiata, dal Cetona a Montecchio ed alla Torre del Cassero castiglionese che fa capolino sopra il Boscatello.
Peccato che don Angelo Tafi ci abbia lasciati; chissà cosa avrebbe detto nel vedere come è stato restaurato il fabbricato della "Madre Vegliarda” (così, parafrasando Carducci, amava chiamare le pievi antiche), il verde prato che lo circonda, le tante testimonianze recuperate. Mi pare di vederlo, con il suo incedere imponente, avvolto nell’inseparabile talare e con il suo basco, che dietro gli spessi occhiali guarda qua e là, con la soddisfazione data dall’attento lavoro eseguito e dal sapere come un po’ di merito sia anche suo. Mi pare di sentirlo con la sua voce forte, rivolgersi ai fratelli Caselli con un baritonale: Bravi!
Sì, bravi davvero! E fa piacere vedere come a volte la televisione possa contribuire alla salvezza di parti importanti della nostra storia, dunque un bravi anche ai realizzatori del meritorio programma.

Santino Gallorini




permalink | inviato da il 4/6/2005 alle 3:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 giugno 2005

tutela antiche lapidi cimiteri - intervento di don Antonio Bacci

In relazione alla richiesta fatta dall'Osservatorio per la Tutela e la Valorizzzazione della Valdichiana di una TUTELA delle antiche lapidi dei cimiteri di Arezzo, Comune e Provincia, alleghiamo un'interessante lettera dell'illustre storico aretino don Antonio Bacci.
Cordialmente
Osservatorio per la Tutela e la Valorizzazione della Valdichiana
----------------------------------
 
 
Carissimo Santino,
 
condivido e plaudo questa tua lettera, che rispecchia pienamente un mio profondo sentimento e un senso di disagio davanti allo scempio fatto in tanti cimiteri (citerò quelli di Oliveto e Tegoleto, nel comune di Civitella), dove sono state spezzate e gettate nel secchione o nell'immondizia (!) lapidi centenarie, alcune delle quali vere opere d'arte, con un'inqualificabile disprezzo della memoria dei defunti, nonché storica e artistica.
 
Bravo Santino! Ti prego di far conoscere questa vostra lettera a tutti i sindaci della provincia.
Ti dirò, come esempio, che per salvare la lapide di mio nonno Natale Bacci, nel Cimitero di Tegoleto (con una bellissima iscrizione, opera di P. Diomede Bichi, un piccolo gioiello), dovetti andare a minacciare una denuncia al sindaco diversi anni fa. La cosa si risolse in qualche modo, permettendo tacitamente che io attaccassi con dei ganci alla facciata interna del muro di cinta la lapide. Ma per molte altre lapidi fu uno scempio. Entrarono nel Cimitero con la ruspa...
 
Con tanta stima e affetto,
d. Antonio Bacci




permalink | inviato da il 4/6/2005 alle 3:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 giugno 2005

richiesta tutela antiche lapidi nei cimiteri di arezzo e provincia

Al Presidente della Fraternita dei Laici
Al Vescovo di Arezzo
Al Presidente della Provincia di Arezzo
Al Signor Sindaco del Comune di Arezzo
Al Soprintendente ai Beni Ambientali, Architettonici e Storici di Arezzo
Al Presidente della Circoscrizione di Rigutino
 
OGGETTO: Richiesta di tutela delle antiche lapidi del cimitero di Rigutino e degli altri cimiteri di Arezzo e Provincia.
 

A Rigutino esiste un antico cimitero, costruito nel 1880 a valle della località La Sassaia e nel tempo ampliato e rimodernato.
Esso è attraversato da un vialetto centrale, suddiviso in due porzioni; la seconda di queste è ancora fiancheggiata da lapidi (e croci) funerarie, risalenti ai primi del ‘900 (in una si legge l’anno 1906).
Da qualche giorno la Fraternità dei Laici di Arezzo – gestore del servizio cimiteriale – ha appeso alle lapidi centenarie dei cartellini che invitano i familiari dei defunti a contattare i suoi uffici perché fra poco tempo inizieranno dei lavori per costruire nuove tombe, con la conseguente rimozione non solo delle antiche sepolture, ma anche delle rispettive lapidi prospicienti  il vialetto cimiteriale.
Ora, se appare logico riesumare le salme dopo un congruo numero di anni, lo stesso non si può dire delle lapidi antiche di circa un secolo. Esse rappresentano un pezzo di storia della comunità di Rigutino; una storia legata non solo ai defunti a cui sono dedicate, ma fatta di certe usanze, certe formule, particolari forme, che ci restituiscono i costumi del tempo. Si tratta quindi di quella cosiddetta “cultura materiale” – oggi rivalutata – fatta di produzioni anonime, connesse al quotidiano, magari di scarsa qualità, ma in ogni caso testimonianza unica e genuina della “commemoratio” del defunto in differenti aspetti.
Conservare la porzione di vialetto, magari ristrutturato, con le sue lapidi antiche, ci pare una forma di tutela della devozione e del rispetto popolare verso i defunti, caratteristico della nostra storia fin dall’epoca etrusca.
Crediamo che questa tutela sia assimilabile all’attenzione riservata dalle leggi italiane verso i tabernacoli e le maestà.
Pur nella giusta ricerca di nuovi spazi per i defunti nei cimiteri esistenti, occorrerebbe salvaguardare quelle peculiari caratteristiche costruttive dei cimiteri toscani, fatte non solo di cipressi e di muretti in pietra, ma anche di antiche lapidi e croci dalle loro particolari caratteristiche, a volte di pregevole fattura, opera di esperti artigiani.
Non è raro leggere in queste lapidi frasi, invocazioni, ricordi, anche di indubbio valore antropologico, che rispecchiano bene le usanze dei differenti periodi storici.
Ovviamente partiamo dal problema attualmente esistente nel cimitero di Rigutino per richiamare la medesima attenzione per tutti gli altri antichi cimiteri del Comune e della Provincia di Arezzo dove ancora sono conservate lapidi e croci del primo impianto, sopravvissute alle periodiche distruzioni collegate alla costruzione di nuove tombe.
Si possono benissimo realizzare le nuove tombe pur lasciando lungo i vialetti le antiche lapidi.
Certi di un’adeguata attenzione al problema segnalato porgiamo i nostri più distinti ossequi.
 
Rigutino, 31 maggio 2005
 
OSSERVATORIO PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELLA VALDICHIANA




permalink | inviato da il 4/6/2005 alle 3:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 giugno 2005

è nato l' Osservatorio per la tutela e la valorizzazione della Valdichiana

Un Osservatorio a tutela della Valdichiana

Si è costituita di recente, presso il notaio De Stefano di Castiglion Fiorentino, l’associazione denominata Osservatorio per la tutela e la valorizzazione della Valdichiana.

Si tratta di un sodalizio scaturito dall’esperienza del Comitato Tutela della Valdichiana - nato nel 2003 per contrastare l’idea di un devastante aeroporto a valle di Policiano - del quale molti degli attuali soci fanno parte.

Nelle intenzioni dei soci e del Presidente, Maria Diodata di Frassineto, l’Osservatorio dovrà svolgere varie attività al fine di tutelare le potenzialità storiche, culturali e paesaggistiche della Valdichiana, ma anche per valorizzarne i caratteri salienti in modo da creare positive ricadute, anche economiche per tutti gli abitanti della vallata. Nello Statuto si parla di una capillare presenza sul territorio per conoscere sul nascere le varie problematiche; di lavorare al fine di far conoscere meglio agli abitanti della Valdichiana la loro terra e indurli a impegnarsi per tutelarla e valorizzarla; di collaborare con gli enti locali, i soggetti privati, le scuole e le altre associazioni per far conoscere all’esterno le ricchezze ambientali, paesaggistiche, archeologiche, storiche e culturali della Valdichiana; di collaborare con le autorità competenti per prevenire abusi, inquinamenti, danneggiamenti ed altri danni al patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico della vallata; di studiare assieme ad esperti nuovi percorsi economici che offrano nuove opportunità di lavoro collegate alle peculiarità del territorio;

Come si può comprendere non mancherà di certo il lavoro ai soci dell’Osservatorio: "La nostra attività - dichiara il presidente– consisterà in un costante monitoraggio della Valdichiana, che fin dalla più remota antichità ha rappresentato una rigogliosa risorsa agricola, comunicativa e culturale al contempo. Poi ci impegneremo con ogni mezzo e ad ogni livello per dialogare fino in fondo con le Istituzioni, affinché venga valorizzata la naturale vocazione agricola e turistico-residenziale del nostro stupendo territorio. Se riusciremo far sì che ai nostri posteri arrivi la massima parte del superbo regalo che noi abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto, ecco che avremo vinto la nostra scommessa."

Ci sono già progetti in cantiere, come il monitoraggio della qualità delle acque della Valdichiana o un Patto da far sottoscrivere a tutti i Sindaci della vallata per valorizzare tutte le potenzialità del territorio.

L’Osservatorio ha già l’adesione di molti soci, fra i quali non mancano nomi di famosi, così come ha già ottenuto il plauso di personalità della cultura; fra queste è da ricordare il prof. Antonio Paolucci, Soprintendente Regionale e già Ministro dei Beni Culturali, che ha inviato i suoi auguri dichiarando: "L’importante è che ci sia un gruppo organizzato di persone di buona volontà che intendono occuparsi con serietà e passione di ciò che resta del nostro mirabile patrimonio culturale".

Per il momento la gran parte dei soci dell’Osservatorio risiede nel comune di Arezzo, ma è auspicio dei fondatori che presto si aggiungano alla lista anche soci degli altri comuni dell’intera Valdichiana. Per questo motivo, coloro che condividono lo spirito che ha portato alla nascita dell’Osservatorio per la Tutela e la Valorizzazione della Valdichiana sono invitati a telefonare al numero 333 4705054 o contattare l’indirizzo e-mail robiro@interfree.it per avere ulteriori informazioni ed eventualmente aderire al sodalizio: l’unione fa la forza.

Santino Gallorini

 

Trascriviamo di seguito gli scopi dell’Osservatorio, estratti dallo Statuto:

….. Questi gli scopi dell’Osservatorio per la Tutela e la Valorizzazione della Valdichiana:

  1. Essere presente, capillarmente ed in varie maniere, sul territorio della Valdichiana aretina, per conoscere sul nascere le varie problematiche connesse con lo sviluppo socio-economico e culturale della zona, in modo da monitorarle con attenzione, valutarne gli eventuali impatti negativi ed in tal caso farne segnalazione agli amministratori, agli enti preposti ed alla pubblica opinione.
  2. Promuovere tutti quegli atti che possano aumentare, negli abitanti della Valdichiana, la consapevolezza del valore dell’ambiente in cui essi vivono e delle realtà connesse con i Beni Culturali della Valle stessa, al fine di stimolarli nell’impegno tendente alla tutela del territorio ed alla sua valorizzazione.
  3. Stimolare gli enti locali ed i soggetti privati operanti a vario titolo sul territorio della Valdichiana al fine di intraprendere tutte le opportune iniziative volte a pubblicizzare, nei modi più opportuni, le ricchezze ambientali, paesaggistiche, archeologiche, storiche e culturali della Valle.
  4. Collaborare con amministrazioni locali, regionali, nazionali ed europee, con enti, con autorità preposte alla tutela e con altre associazioni che almeno in parte abbiano simili scopi, al fine di accrescere la tutela dei Beni Culturali, Ambientali e Paesaggistici della Valdichiana, anche mettendo in campo sinergie e percorsi comuni.
  5. Farsi soggetto attivo in tutti quei casi in cui la Legge Regionale 5/1995 (e sue eventuali successive modifiche) offra le opportunità di presentare osservazioni a piani strutturali, paesistici o loro varianti.
  6. Segnalare sollecitamente alle varie Autorità competenti eventuali abusi, inquinamenti, danneggiamenti, rischi oggettivi, interessanti il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico della Valdichiana.
  7. Cercare punti di collaborazione con le scuole operanti sul territorio al fine di accrescere negli alunni la conoscenza della Valdichiana, le sue ricchezze ed i rischi a cui potrebbe andare incontro.
  8. Studiare, anche tramite collaborazioni di esperti, nuovi percorsi economici che nella garanzia della tutela della Valdichiana offrano nuove opportunità di lavoro collegate alle peculiarità del territorio.
  9. Prendere una chiara posizione e pubblicizzarla mediante giornali, televisioni ed altri mezzi ritenuti di volta in volta idonei, ogni qualvolta il Consiglio Direttivo ravvisi elementi, a suo insindacabile giudizio oggettivi, palesemente di rischio per i Beni Culturali, Paesaggistici ed Ambientali della Valdichiana.
  10. Organizzare petizioni, raccolte di firme, appelli ed altre azioni – sia di protesta che di proposta - tesi alla tutela della Valdichiana aretina ogni qualvolta ve ne sia l’esigenza.

L’Osservatorio avrà l’obbligo di utilizzare gli stessi metodi e la stessa determinazione in presenza di analoghe problematiche, indifferentemente dai soggetti implicativi.




permalink | inviato da il 4/6/2005 alle 3:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 giugno 2005

FESTA DI PRIMAVERA A LA MANZIANA DI POLICIANO

Il Comitato Tutela Valdichiana organizza la seconda FESTA DI PRIMAVERA. in Valdichiana.
La manifestazione, che si doveva tenere il 10 aprile u.s., è stata spostata al prossimo lunedi, 25 aprile. Essa si svolgerà in località La Manziana, a valle di Policiano (Arezzo), con il seguente programma:
-  ore 15 partenza della corsa podistica riservata ai bambini.
- ore 15,30 partenza della corsa podistica per gli adulti
-  ore 17,00 intrattenimenti vari, con esibizione della compagnia folkloristica IL CILINDRO, di Monsigliolo, del Gruppo Arcieri di Castiglion Fiorentino e di simpatici personaggi della Valdichiana.
Seguirà una ricca MERENDA CONTADINA a base di prodotti tipici, offerta a TUTTI I PARTECIPANTI dal Comitato Tutela Valdcihiana.
Nell'occasione saranno esposti antichi attrezzi agricoli, una mostra di disegni dei bambini di Rigutino, Policiano ed Olmo, le pannellature di un'interessante studio sulla Valdichiana, realizzato dalla Provincia di Arezzo.
Per collegare le varie aree in cui sui svolgerà la festa il Carnevale di Rigutino metterà a disposizione il celebre TRENINO DELLA VALDICHIANA
 
SIETE
TUTTI INVITATI A PARTECIPARE  e ad invitare altre persone alla
grande
FESTA DI PRIMAVERA IN VALDICHIANA




permalink | inviato da il 4/6/2005 alle 3:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 giugno 2005

FESTA DI PRIMAVERA A LA MANZIANA DI POLICIANO

Dopo il lusinghiero successo dell'edizione 2004, anche quest'anno il Comitato Tutela Valdichiana organizza la FESTA DI PRIMAVERA. in Valdichiana.
La manifestazione si terrà domenica 10 aprile in località La Manziana, a valle di Policiano (Arezzo), con il seguente programma:
-  ore 15 partenza della corsa podistica riservata ai bambini.
- ore 15,30 partenza della corsa podistica per gli adulti
-  ore 17,00 Tavola semirotonda sul tema: "Il sangue dai rapi" a cui parteciperanno ex contadini della Valdichiana, esperti di storia della Valle e gli Avanzi di Balera che illustreranno i controversi risultati delle più moderne ricerche per estrarre il vitale liquido dall'umile erbacea appartenente alle crocifere.
Seguirà una ricca MERENDA CONTADINA PER TUTTI I PARTECIPANTI
La festa sarà allietata anche dalle esibizioni della compagnia folkloristica IL CILINDRO, di Monsigliolo.
Nell'occasione saranno esposti antichi attrezzi agricoli, una mostra di disegni dei bambini di Rigutino, Policiano ed Olmo, le pannellature di un'interessante studio sulla Valdichiana, realizzato dalla Provincia di Arezzo.
Per collegare le varie aree in cui sui svolgerà la festa il Carnevale di Rigutino metterà a disposizione il celebre TRENINO DELLA VALDICHIANA
 
TUTTI SIETE INVITATI A PARTECIPARE




permalink | inviato da il 4/6/2005 alle 3:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 giugno 2005

Solidarietà al dott. Alfonso Caruso

Questo Comitato, appresa la notizia del trasferimento ad altro incarico, fatto pervenire improvvisamente al dott. Alfonso Caruso, Provveditore agli Studi e Dirigente del Centro Servizi Amministrativi di Arezzo, esprime la sua più viva preoccupazione e la sua piena contrarietà al provvedimento, che sembrerebbe doversi leggere come una qualche ripicca di bassa politica.

Il dott. Caruso, oltre che essere da tanti anni al servizio della Scuola aretina con spirito di servizio e massimo impegno, ha sempre manifestato la sua più grande attenzione ed il più vivo interesse anche alla vita sociale, culturale e civica della nostra Città e del suo Territorio, intervenendo spesso con suoi importanti ed originali contributi anche nelle emittenti televisive e nei giornali.

Gli abbiamo sempre riconosciuto una grande sensibilità anche sulle problematiche che investono la tutela dell’ambiente e del territorio.

Crediamo che tutte le Istituzioni locali ed i loro rappresentanti, a cominciare dal Primo Cittadino di Arezzo, ing. Luigi Lucherini, debbano farsi parte attiva al fine di scongiurare questo trasferimento che finirebbe per punire non solo il Provveditore ed il Cittadino Alfonso Caruso, ma l’intera cittadinanza aretina, che si è già mossa in diversi modi per esprimergli la propria solidarietà e la propria riconoscenza per il lavoro fin qui svolto.

Come Comitato, nel rinnovare la piena Stima al dott. Caruso, ci mettiamo a disposizione per eventuali iniziative che verranno intraprese per non privare la nostra Città di questo attivo e sensibile Dirigente Scolastico.

Comitato Tutela Valdichiana




permalink | inviato da il 4/6/2005 alle 3:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     giugno       
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Comitato Tutela Valdichiana

VAI A VEDERE

WEBMAIL @ Frassineto.it
Frassineto.it 'old style'


Link
Tra i link qui sopra trovate il collegamento alla versione vecchio stile di Frassineto.it... dateci un'occhiata finchè è online! Da fine 2003 abbiamo avuto 674 contatti... mica male per un paesino di 750 abitanti :)

CTV
La sezione del Comitato Tutela Valdichiana è ancora tutta da implementare... dateci tempo!

WebMail
Se siete tra i fortunati possessori di un indirizzo email @frassineto.it, da qui potete controllare la vostra posta via web

CERCA